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Paestum

Paestum

Un campionario unico per rivivere la MAGNA GRECIA

Poseidonia-Paestum offre al visitatore un’occasione unica: “leggere” la sua storia millenaria attraverso i monumenti che hanno attraversato il tempo.
I tre templi con i loro altari, la piazza principale della città greca (agorà) con i suoi edifici simbolo come la tomba dell’eroe fondatore (heroon) e la struttura circolare per le assemblee (ekklesiasterion), sono i segni più evidenti dell’abitato nella sua fase greca.
Con l’arrivo dei Romani i templi non subiscono mutamenti, ma nella città si costruiscono nuove strutture: il Foro, spazio politico e commerciale, l’Anfiteatro, dove si svolgevano i duelli tra Gladiatori e animali e il Campus, in cui i Romani si esercitavano nello sport.
Nella piscina le donne, forse, praticavano riti a favore della loro fertilità.
Vastissimi erano i quartieri abitativi con le numerose case aristocratiche, tra cui spicca quella con piscina di circa 2.800 mq.

La “BASILICA”: il tempio più antico

Il tempio di Hera, c.d. Basilica, è il più antico dei tre grandi edifici, appartiene alla prima generazione dei grandi templi in pietra, iniziato intorno al 560 a.C.
Di questo periodo cruciale per la formazione dell’architettura greca, è l’unico tempio greco che si è conservato così bene.
Mancano i frontoni e l’impianto non è ancora quello canonico; la sala interna è divisa da una fila di colonne centrali, come accade nelle antiche architetture in legno. Questo ha fatto sì che per molto tempo la sua funzione non fosse chiara e, ancora oggi, viene chiamato “Basilica”, anche se è ormai provato che era un edificio di culto. Ritrovamenti di materiali e iscrizioni suggeriscono che potrebbe trattarsi del tempio di Hera, protettrice degli Achei e sposa di Zeus.
A giugno 2016 è stato realizzato un percorso sperimentale che ha abbattuto le barriere architettoniche consentendo a tutti di entrare nel tempio.

Il Tempio di ATENA (“di CERERE”)

È l’unico tempio di cui sappiamo con certezza a quale divinità fosse dedicato: Atena, la dea dell’artigianato e della guerra.
Posizionato sul punto più alto della città, a nord degli spazi pubblici, il tempio della dea protettrice e guerriera dominava l’area. Già la prima generazione di coloni costruì qui un piccolo edificio per la dea (c.d. “oikos”). Intorno al 500 a.C., si realizzò poi il monumentale tempio che si è conservato fino alla cornice del tetto. La parte interna (“cella”), che è elevata rispetto al colonnato circostante, era accessibile attraverso un’ampia anticamera (“pronaos”) decorata con colonne ioniche.

Il Tempio “di NETTUNO”

È il più grande tempio di Paestum e quello meglio conservato. Realizzato verso la metà del V sec. a.C., rappresenta la declinazione classica dell’architettura templare greca. Nello stesso periodo a Olimpia, in Grecia, si costruiva il grande tempio di Zeus, che però è conservato meno bene di questo.
Il tempio è costruito con enormi massi collegati tra di loro tramite semplici tasselli e senza malta: questa tecnica costruttiva ha consentito all’edificio di resistere a terremoti e altre calamità naturali.
Se oggi mancano, come nel caso degli altri templi, i muri del corpo interno (“cella”), ciò è dovuto al riutilizzo dei blocchi da parte degli abitanti del luogo nel medioevo e in età moderna.
La cella era divisa in tre navate da due alti colonnati a due piani che si possono ancora ammirare. Come nel caso degli altri templi, il tetto era sorretto da travi in legno (di cui si vedono ancora gli incassi) e decorato con materiale litico di travertino locale e di marmo importato dall’Egeo.
Nel Settecento, si presumeva che il tempio più grande della città dovesse essere quello di Poseidone-Nettuno, la divinità dalla quale la città greca prese il nome (Poseidonia).
Ma l’attribuzione a Nettuno è ancora dibattuta. Forse il tempio, frequentatissimo fino all’epoca imperiale, era dedicato alla divinità principale della città, Hera. Considerando che nelle vicinanze è stata trovata una statua in terracotta che rappresenta Zeus, un’altra ipotesi vuole che il tempio fosse dedicato al dio più importante per i Greci, sposo di Era e padre di Atena; un’altra ipotesi ancora lo vuole dedicato ad Apollo.

Il destino dei Templi dopo l’antichità

I templi di Paestum furono trasformati da luoghi di culto greci e romani in luoghi di culto cristiano nella tarda antichità e nell’alto-medioevo.
Nel medioevo, quando la popolazione abbandonò il sito e si ritirò sulle montagne dell’interno, anche i templi furono abbandonati.
A partire dalla metà del Settecento, si assiste alla “riscoperta” dei templi grazie alle opere di artisti e viaggiatori che diffondono l’immagine decadente, ma nello stesso tempo imponente, dei templi. È evidente che nella zona si era a conoscenza da sempre della loro esistenza, perciò la “riscoperta”, in realtà, si riferisce al ritrovato interesse per l’architettura greca pre-classica.
All’epoca i templi di Paestum erano considerati le “architetture più antiche fuori l’Egitto”.

(Fonte Parco Archeologico di Paestum – sito)

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